Riserva di pesca ottimo tratto per la pesca a mosca no-kill più area trofeo

Si dice che caccia, pesca e golf siano stati inventati dagli uomini per permettere loro di dire che “devono” andare da qualche parte piuttosto che rimanere in casa o a far shopping con le mogli. Una recente ricerca ha stabilito che lo “shopping” è una tra le situazioni più odiate dagli uomini. Diversi gradini al di sopra dei funerali, del lavoro in ufficio, delle code in autostrada.

Senz’altro quanto sopra può essere vero, ma credo che individuare, scoprire le trote sia di per sè eccitante: questa ricerca è una forma di caccia in tutti i sensi e l’uomo, fin dai primordi, è stato istintivamente attratto dalla caccia (che gli ha anche permesso la sopravvivenza). La trota, in questo caso nostra avversaria, ha sviluppato tutti i propri sensi per poter sopravvivere. Ha adeguato il proprio mimetismo, ed oltre alla sua natura sospettosa, ha perfezionato tutti i suoi indicatori di pericolo. Per batterla, un pescatore deve conoscere queste sue caratteristiche e migliorare la propria abilità. Deve concentrarsi su dove camminare, come muoversi, in altre parole deve controllare il proprio mimetismo. Inoltre deve stare all’erta a ogni piccola indicazione della presenza della trota. Ogni sfumatura, forma, ombra o movimento deve essere preso in considerazione. L’abilità sta nell’individuare senza scoprirsi. Questo devi tenerlo sempre presente quano peschi salmonidi, sia che tu sia su un grande e largo fiume sia che ti trovi tra le pozze di un torrente alpino.

Il corso superiore del torrente S.Bernardino scorre nella Valgrande, di cui molti hanno sentito parlare come di un’area enorme e totalmente selvaggia, ed e’ caratterizzato da acque limpide, buche molto grandi, lunghe anche cinquanta metri e contenute tra lisce pareti grigie a strapiombo sull’acqua. Spesso nelle pozze sono presenti enormi blocchi di roccia staccatisi dalla montagna. Il fondo e’ formato principalmente da sabbia e ciottoli. Per catturare devi muoverti silenzioso e letale come un Apache.

Una volta era ricchissimo di trote nonostante le periodiche piene rovinose. Ora quel tratto scorre in un area che è Parco Naturale e la pesca è possibile, seppur con notevoli limitazioni. Sembrerà strano ma da quando è Parco e, sulla carta, protetto la ricchezza delle sue acque, in fatto di pesci, è andata scemando incredibilmente. Lo cito come un fatto assodato e qui si potrebbe aprire una discussione sulle solite iniziative demagogiche prese da chi sta magari seduto dietro ad una scrivania e mai ha percorso un sentiero di montagna: importante sono le dichiarazioni roboanti, quello che succede in realtà non importa a nessuno. Nel tratto inferiore, poco prima dello sbocco nel lago passa da stretto torrente incanalanto in forre spettacolari a grosso e bellissimo torrente di fondovalle, con acque basse, lame e tutte quelle caratteristiche che lo rendono affascinante. Da vent’anni ed oltre questa parte del fiume era praticamente vuota di pesci, rovinata in alto dall’istituzione del Parco mentre in basso il fiume è stato “massacrato” da una briglia che ha impedito l’accesso dal lago delle lacustri che, storicamente, risalivano a frotte per fregare nelle sua acque limpide. Inoltre la briglia ha bloccato la risalita ed il movimento dei cavedani e di tutto il pesce foraggio. Nel tratto in mezzo l’hanno fatta da padroni per anni bracconieri, cormorani ed aironi riducendo praticamente a zero la presenza di pesce

Questo è stato il cruccio ed il rammarico di moltissimi pescatori, soprattutto della zona: un tratto d’acqua splendido, lasciato andare miseramente. Questo fino a quando il sindaco di Verbania, pescatore in gioventù ed ancora, quando gli impegni gliene lasciano il tempo, sollecitato da alcuni pescatori locali ha chiesto ufficialmente a regione e provincia di poter istituire una riserva comunale. Altre organizzazioni o club ci avevano provato per anni, purtroppo le iniziative erano naufragate per una serie di motivi principalmente burocratici e di competenze. E’ stato creato un comitato di rappresentanti di quasi tutte le associazioni di pescatori locali per organizzare e gestire il fiume. Senza scopo di lucro e quindi con mille difficoltà per reperire fondi per ripopolare le acque, istituire sorveglianza ecc. Lavorando sodo e cercando di coinvolgere il più possibile tutti i pescatori, locali e non, moschisti e non, affinchè l’iniziativa avesse successo. Un fiume ricco di pesci e ben gestito, è stato l’obiettivo di tutti indipendentemente dall’appartenenza e dal “colore”. Perfino la famosa briglia “ammazza fiume” verrà modificata entro breve: verrà costruita un’apposita scala di risalita. Si spera progettata e pensata da ittiologi e pescatori e non da ingegnieri o architetti inesperti del problema. Il comitato sta lavorando anche su questo fronte con gli amministratori locali.

I sogni e le speranze si sono avverati: il corso d’acqua, in basso, è ben popolato…. un bel fiume, largo abbastanza da poter lanciare ovunque, e anche dopo il baillame e la frenesia dell’apertura trovi, e non solo nei luoghi più nascosti, le fario di ogni taglia che cominciano a muoversi…e sembrano stare esattamente dove si suppone di trovarle. Il fiume è largo, adatto a tutte le tecniche e particolarmente per pescare a mosca, le lunghe spianate, I raschi, le correntine rappresentano l’habitat ideale per I salmonidi. Essendo un grosso torrente di

fondovalle l’ampio greto permette al pescatore di far arrivare la propria esca a pesci lontani, che non vengono spaventati dalla vicina presenza. Non sono indispensabili gli waders, con un paio di cosciali peschi ovunque…. d’accordo non ovunque puoi attraversare, ma perchè devi farlo?

Anche se il pesce viene spaventato, qui ne trovi sempre un altro nella buca successiva. Le ore trascorrono, si dimentica il mondo.

A volte, nonostante il sole abbastanza caldo allo Zenit e la quiete nessun pesce bolla, ma il posto comunque sembra “da trote” più di ogni altro tratto nel quale hai pescato. Sai, quando ti vien da pensare “Oddio! Dov’è stato ‘sto posto per tutta la mia vita!”.

Con il sole, lo splendido lago alle spalle, le montagne davanti l’ambiente è da favola…. spesso tendiamo a pensare al tempo in termini di comfort nostro, ma ciò che è confortevole per noi, come ogni pescatore dovrebbe sapere, può influire negativamente sulla pesca. A parità di altre condizioni, un giorno nuvoloso è meglio di uno luminoso, perchè il pesce sembra più disponibile nel salire alla superfice o muoversi per mangiare. Si dice poi che in un giorno coperto le ali degli insetti che schiudono impiegano più tempo ad asciugare, obbligandoli quindi a sostare

per più tempo sull’acqua e quindi favorendo le bollate. Un giorno coperto spesso è favorevole anche con una leggera brezza, o un pò di pioggia. I pesci non si preoccupano della pioggia, tanto loro son sempre e comunque bagnati. La pioggia forte però tiene lontani i pesci dalla superfice e li porta a cibarsi sul fondo, anche se devo ammettere di non aver pescato a lungo con la pioggia battente da poter condurre un test affidabile.

Informazioni

trota pesca a mosca
La riserva di pesca sul torrente San Bernardino è aperta dal 27 marzo, per un tratto di circa 5 chilometri che scorrono nel comune di Verbania (VB). E’ composta da una “Zona Trofeo” (tratto basso di circa 2km), che permette 5 catture per alcune tecniche con restrizioni (only barbless e artificiali con amo singolo) e per cui occorre un permesso giornaliero. Inoltre c’è una “Zona No-Kill” per la pesca a mosca (tratto alto, che parte dal ponte della provinciale a valle per circa 3km) con permesso giornaliero oppure con tessera annuale come “Socio Sostenitore” che permette di pescare ovunque da marzo fino a dicembre (dopo la chiusura alla trota solo dal Ponte Plush fino alla foce, per un tratto di oltre 1 chilometro). I permessi sono disponibili presso alcuni bar e negozi della zona.
La riserva e chiusa il mercoledì giorno in cui possono pescare solo i soci sostenitori. Per informazioni o per prenotazioni tessere: comitatosambi@gmail.com

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